Paola Malcangio blog

Al quartiere Tre Torri togliamo le luci natalizie e accendiamo un faro

Condividi

In ritardo sul 2017 o in largo anticipo sul 2018? Questo è quello che si chiedono residenti e commercianti del quartiere Tre Torri di fronte al tristissimo albero di Natale che l’amministrazione ha “allestito” in piazza Ghezzi.

Il quartiere, che da tempo lamenta la mancata attenzione da parte del Comune, quest’anno ha “beneficiato” solo ed esclusivamente di 4 fili di luci messi alla bell’è meglio su un albero della piazza.

Per la prima volta i commercianti non sono neanche stati coinvolti nelle decisioni (e contribuzioni) sulle luminarie e il risultato si è visto.

“Nessuno di noi ha ricevuto la solita mail che ci chiedeva di partecipare alla spesa per le luminarie”, dicono.

A sottolineare ancora di più l’abbandono del quartiere è la permanenza delle luminarie ben dopo l’epifania.

“Se ne saranno dimenticati – commenta un commerciante storico del quartiere – del resto ci considerano un quartiere di serie B”.

La cosa più preoccupante è che queste quattro lucine natalizie per qualcuno sono addirittura un bene.

“Quasi quasi se le lasciano è meglio – sostiene una residente – perchè altrimenti la piazza è al buio, i lampioni che ci sono saranno anche a risparmio energetico ma non fanno proprio luce”.

Io, invece, vorrei accendere un bel faro sul Tre Torri, peraltro quartiere di residenza del sindaco Ermanno Zacchetti.

“E chi l’ha più visto dopo le elezioni?”, mi dice una commerciante particolarmente attenta ai problemi del quartiere.

Vorrei accendere un faro simbolico che punti la sua luce su un quartiere popoloso con una piazza che neanche la casa dell’acqua riesce a ravvivare e con pochi momenti di aggregazione se non quelli della parrocchia, poco propensa a collaborare con Comune e realtà territoriali durante le esclusive feste “patronali”.

Un faro simbolico anche sugli impegni economici dell’Amministrazione. Nel Bilancio Preventivo 2018-2020 non sono previsti interventi di rilievo nel quartiere se non la riqualificazione dell’Auditorium Maggioni.

Cosa dobbiamo fare per farci ascoltare? Un comitato di quartiere?

 

Rispondi