Il Flash Mob deve pagare la TOSAP? Norma VS buonsenso

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Tante donne in piazza a ballare contro la violenza, tanti uomini a dimostrarci affetto e solidarietà e…una tassa da pagare.

Ha riscosso un certo interesse nella comunità cernuschese la richiesta di pagare  € 103 di TOSAP (Tassa Occupazione Suolo Pubblico) per la tappa locale del Flash Mob mondiale contro la violenza sulle donne che organizzo da 6 anni (di cui 3 a Cernusco con l’associazione CLIO che presiedo).

Paola Malcangio flash mob
Un momento della coreografia “Break the chain”, sabato 10 febbraio 2018

Credo che tutto sia nato dall’errata classificazione giuridica del flash mob che è finito dentro alla fattispecie sbagliata, soggetta a normative e adempimenti specifici. A questo si è aggiunto un pessimo funzionamento delle comunicazioni tra settori interessati (Polizia Locale, Ufficio Tecnico, Ufficio Cultura e Agente della Riscossione) e tra enti e utenti (in questo caso la sottoscritta).

La Tosap per il flash mob. Ecco il riassunto dei fatti

Il flash mob, per la sua natura estemporanea e di improvvisazione (seppur organizzata), non necessita di autorizzazione. Tuttavia, da quando lo organizzo a Cernusco, invio una comunicazione, di cortesia, all’amministrazione con la data, l’orario, il luogo dell’evento.
Quest’anno, a differenza degli anni scorsi, la mia comunicazione ha fatto classificare il flash mob come una manifestazione temporanea non a scopo di lucro organizzato da un’associazione culturale per mera interpretazione estensiva della normativa che non ricomprende esplicitamente la fattispecie del flash mob: la durata infinitesimale del flash mob, infatti, non è ascrivibile alla seppur breve “temporaneità” di una qualsiasi manifestazione che dura almeno qualche ora.
La presenza delle motociclette dei Rebel Souls Bikers, come l’anno scorso, è stata semplicemente comunicata alla PL per l’autorizzazione all’ingresso in isola pedonale poiché le stesse non occupano suolo pubblico come un banchetto ma effettuano solo una brevissima sosta. La mia comunicazione ha tuttavia messo in moto un procedimento amministrativo non necessario e antieconomico sia per la mia associazione sia per l’amministrazione che ha impegnato il personale di ben tre uffici (Polizia Locale, Cultura e Ufficio Tecnico).

Quanti adempimenti per mezz’ora di flash mob!

Sono stata quindi “invitata” a:

  • compilare il modulo per l’autovalutazione del rischio terrorismo (peraltro non presente sul sito e, se presente, ben nascosto anche a chi, come me, è un esperto di comunicazione web);
  • produrre una planimetria della piazza, che ho potuto realizzare in modo assolutamente artigianale, per visualizzare il posizionamento delle ballerine e delle motociclette;
  • trasmettere l’elenco delle targhe delle motociclette che sarebbero entrate in isola pedonale (questo lo faccio tutti gli anni);
  • descrivere nei “dettagli” la manifestazione.

In tutta la documentazione e nelle telefonate con i vari uffici, ho specificato che sarebbero state presenti solo 10 motociclette anche se avevo inviato l’elenco completo del “parco mezzi” dei Rebel Souls Bikers (30 moto+ due mezzi) perché, al momento della mia richiesta, il club non sapeva quali moto avrebbero partecipato.

L’8 febbraio ricevo dall’arch. Acquati (capo ufficio tecnico del Comune) l’autorizzazione alla manifestazione temporanea (non necessaria, ripeto, per un flash mob) e l’invito a contattare la MT Vimercate per il pagamento della Tosap.

  • immediatamente contatto la MT Vimercate spiegando le caratteristiche del flash mob e spiegando anche che nel 2017, lo stesso “evento” proprio per la velocità di esecuzione, non è stato soggetto a Tosap;
  • l’impiegata ritiene che anche quest’anno il pagamento non sia dovuto ma si riserva di richiamarmi per confermarmelo;
  • l’8, il 9 e il 10 febbraio stesso non ricevo né telefonate né mail che chiedano il versamento della Tosap;
  • il 14 febbraio, 4 GIORNI DOPO L’EVENTO, ricevo la PEC (Posta Elettronica Certificata) della MT Vimercate con la richiesta di pagamento della Tosap calcolata sulla base dell’elenco delle 30 motociclette  e di due altri mezzi presenti nel parco mezzi del club dei motociclisti.

Che pasticcio! Eppure bastava così poco…

Come canta Biagio Antonacci “Se io, se lei…”. Ecco, appunto.
…se l’impiegata mi avesse comunicato la necessità di pagare la Tosap PRIMA dell’evento (come da accordi presi al telefono) avrei potuto decidere se farlo, non farlo o farlo senza le motociclette per non pesare sulle esigue disponibilità dell’associazione che presiedo.
…se l’impiegata che mi ha inviato la PEC dopo 4 giorni e che sostiene di non essere riuscita a richiamarmi per tempo, avesse cercato il mio indirizzo mail  l’8 o il 9 o il 10 stesso, avrei ricevuto la comunicazione prima e non dopo.
…se qualcuno avesse letto con la testa e non con gli occhi tutta la documentazione forse avrebbe capito che non si trattava di occupazione di suolo pubblico per manifestazione culturale e di conseguenza avrebbe capito che le moto avrebbero fatto una mera sosta (brevissima peraltro).
…se la stessa testa avesse letto la documentazione avrebbe capito che, su 30 targhe trasmesse, solo 10 sarebbero entrate in isola pedonale e avrebbe calcolato 2mq per 10 e non per 30 moto più altri due mezzi.
Alla luce di tutto questo che rischia di far passare in secondo piano il vero motivo del flash mob e cioè il fatto che una donna su tre , nella vita, o ha subito o subirà un qualche tipo di violenza psicologica o fisica, chiedo un po’ di buon senso da parte di tutti affinché:

-in via primaria, possa essere annullata la richiesta di pagamento della TOSAP per il  vizio ab origine dovuto alla “catalogazione” del flash mob come una manifestazione culturale temporanea con occupazione di suolo pubblico anzichè con mera sosta brevissima di motociclette;
-in via secondaria, il calcolo della TOSAP sulla reale presenza di n. 8 motociclette testimoniato non solo dalle foto del flash mob ma anche dalle telecamere all’ingresso dell’isola pedonale.

Ringrazio di cuore tutte le persone (un grazie particolare all’assessora alle pari opportunità Luciana Gomez) che hanno capito la situazione e si sono dette disponibili a un’autotassazione per pagare la Tosap.

Avrebbe avuto molto più senso destinare questi soldi a un centro antiviolenza.

 

Rassegna stampa

http://www.ilgiorno.it/martesana/cronaca/cernusco-tassa-flash-mob-1.3729368

Per il flash mob antiviolenza, il comune chiede la tassa per l’occupazione del suolo

La burocrazia colpisce duro: il flash mob contro la violenza sulle donne costa caro

http://www.giornale-infolio.it/it/articoli/cernusco/one-billion-rising-balla-a-cernusco-e-deve-pagare-l-occupazione-suolo.html

http://www.tribunatv.tv/articolo/cernusco-sul-naviglio-flash-mob-il-comune-chiede-il-conto-5407

Flash Mob Cernusco
La Gazzetta della Martesana, 17 febbraio 2018

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