Il blog di Paola Malcangio

Caso “esuberi” in Don Milani. Se la panna non si monta…

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Un “caso esuberi” che si è smontato come una panna troppo liquida, quello che ha interessato i genitori dei futuri alunni del plesso Don Milani. Ha fatto perdere sonno e tempo a mamme e papà quando avrebbe potuto essere risolto con buonsenso senza disturbare il “manovratore”.
Vediamo cosa è successo.
Nei giorni scorsi (per la precisione il 25 febbraio) sono stata contattata da un gruppo di genitori che avevano iscritto i figli alla scuola primaria di via Don Milani e, nonostante la residenza nei pressi della scuola, erano stati preallertati di un possibile accoglimento nel plesso di via Mosè Bianchi. La lettera di preavviso del Dirigente Scolastico era arrivata a casa ed era pubblicata sull’home page del sito dell’Istituto.
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La lettera del Dirigente Scolastico che ha allarmato le famiglie e che è rimasta nell’home page del sito della scuola fino al giorno 27 febbraio.
Inizialmente un gruppo di genitori con bambini frequentanti l’ultimo anno della scuola dell’infanzia in Don Milani, aveva predisposto una lettera per richiedere una sorta di “precedenza” per i loro figli in virtù della mera frequenza di questa scuola dell’infanzia. I genitori dei bambini che, invece, non frequentano quella scuola dell’infanzia, di fronte a questa ipotesi, si sono allarmati ancora di più e hanno richiesto, e ottenuto, di poter firmare anch’essi quella lettera modificandone i contenuti.
La lettera reca la data del 23 febbraio ed è stata indirizzata al Dirigente Scolastico e all’assessore all’Educazione Nico Acampora. Di fatto è stata poi protocollata il giorno 27 febbraio. I genitori, che temevano un sorteggio a porte chiuse dei bambini da spostare in Mosè Bianchi, chiedevano una soluzione che rispettasse i criteri di accoglienza della scuola tra i quali il primo è proprio la vicinanza alla scuola (dopo le priorità dei bimbi con disabilità e dei bimbi che hanno già un fratello o una sorella che frequentano la sede di via Don Milani).
Diversi genitori mi hanno riferito di essere stati informalmente invitati a “fare casino col comune” che, in questa vicenda, non avendo nessun potere in materia, poteva solo fare da mediatore.
Il 26 febbraio era stato convocato il Consiglio comunale e avrei voluto portare in aula la questione per sentire l’opinione dell’Assessore Acampora. Ma questo non è stato possibile* e così, sollecitata dai genitori, ho segnalato la questione alla stampa.
I genitori erano veramente preoccupati di dover stravolgere l’organizzazione familiare. La distanza della sede della scuola dei propri figli è un problema di conciliazione vita-lavoro che può cambiare la qualità della vita di una famiglia.
La sera del Consiglio comunale ho avvisato comunque (fuori dall’aula) l’assessore Acampora del problema che stava montando. Lui mi ha detto di non aver ricevuto comunicazioni ufficiali. Oggi vedo con grande piacere che il problema è stato risolto grazie alla sua mediazione. Mi sorgono però alcune domande.
L’assessore dice che la questione si è chiusa con la messa a disposizione di un’aula in più in via Don Milani. Ci voleva l’intervento dell’assessore? Ha forse costruito lui in una notte l’aula necessaria? Non era già a disposizione della scuola? Non ci poteva arrivare il Dirigente scolastico da solo? E se bastava solo un’aula in più, perchè tenere sulla corda i genitori paventando un sorteggio?
Chi ha “invitato” i genitori a “fare casino col comune” e perchè? Mi viene da pensare che il “movente” fosse quello di mettere in difficoltà l’assessore ma chi ci ha provato ha ottenuto l’effetto opposto perchè il problema è stato risolto in meno di 24 ore.
Ora la guerriglia politica ci sta, per carità, ma non si  fa sulla pelle delle famiglie.
* L’assurdo e poco democratico regolamento del Consiglio comunale prevede modalità di utilizzo degli strumenti di verifica e controllo (Interpellanze e Interrogazioni) atte a disinnescare qualsiasi confronto in tempo reale sui problemi della città (le risposte vengono date nella seduta successiva al decorso di 20 giorni dalla presentazione delle stesse): Anche la “domanda di attualità”, prevista dal regolamento, che dovrebbe servire a trattare argomenti …attuali  ha uno strano concetto di attualità (occorre che sia presentata entro le ore 12 dei due giorni precedenti al Consiglio). Di fatto non i consiglieri non hanno a disposizione nessuno strumento per trattare in aula in tempo reale i problemi della città.

 

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