Kekistan Cernusco

A Cernusco sventola la bandiera del Kekistan

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“Il Kekistan* è arrivato anche a Cernusco! Questo ho pensato durante la seduta del Consiglio comunale del 26 febbraio scorso, quando ho sentito alcuni interventi a sostegno dell’Ordine del Giorno “Rispetto dei valori della Costituzione Repubblicana e antifascista” presentato da ANPI (leggi il testo qui).

Le premesse del documento elencavano timori per manifestazioni di organizzazioni neofasciste che, a detta di Anpi, grazie anche alla complicità dei social, continuano a prendere piede. I firmatari chiedevano al sindaco di “non concedere spazi, patrocini e contributi a coloro i quali non garantiscano di rispettare i valori della Costituzione e di subordinare la concessione di spazi a una dichiarazione esplicita di rispetto dei valori e dei principi fondanti della Costituzione italiana, repubblicana e antifascista”.

La Lega ha presentato un emendamento a tutela del Sindaco che non può pretendere nessuna dichiarazione da parte di forze politiche che partecipano a libere e democratiche elezioni, non ha nessun potere e nessuna discrezionalità in merito semplicemente perchè la valutazione di antifascismo viene fatta a monte da istituzioni nazionali. Ecco il nostro emendamento:

Resta inteso che la suddetta dichiarazione non potrà essere pretesa dalle forze politiche che legittimamente partecipano o hanno partecipato a libere e pubbliche elezioni sul suolo nazionale, politiche o amministrative

Kekistan a Cernusco

L’aula lo ha bocciato non prima di aprire un balletto di interventi che mi sono sembrati in parte uno sfoggio di nozioni, in parte rigurgiti rabbiosi da parte di chi sta perdendo consenso popolare. Gli interventi della sinistra erano uniti da:

-un parente partigiano;

-l’essere al governo nazionale da cinque anni;

-l’aver, con l’inefficace azione di governo nazionale, deluso e fatto arrabbiare molte persone che si sono legittimanente allontanate dalla sinistra;

-l’avere avuto tutto il potere per non far presentare alle elezioni gruppi se ritenuti anticostituzionali ovvero fascisti o nazisti;

-il non averlo potuto fare perchè, evidentemente nessun gruppo che si è presentato alle elezioni è anticostituzionale.

Insomma la sinistra aveva tutte le carte in mano per giocare la sua partita a livello nazionale e, una a una, le ha buttate nel cesso.

E ora qual è la soluzione di Anpi & Co? Addossare ai sindaci la responsabilità e la discrezionalità di decidere se un’organizzazione è fascista oppure no. Troppo comodo.

Io credo che questo ordine del giorno (ovviamente passato ma con il voto convintamente contrario della Lega) creerà molti imbarazzi al sindaco. Alla mia specifica domanda al sindaco e al segretario comunale “Se Casa Pound chiede uno spazio e non firma la dichiarazione, lo spazio gli viene negato?” non c’è stata una specifica risposta. Credo però che il sindaco abbia messo le mani avanti dichiarando che metterà in atto quanto previsto dall’ordine del giorno ma nel rispetto della legge. E se la legge non cambierà, se non ci sarà giurisprudenza in questo senso, se il ministero dell’interno continuerà ad ammettere alle elezioni gruppi che provocano pruriti all’Anpi, beh, non resterà che grattarsi.

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*Io, come voi, ho seguito la campagna elettorale e posso dire di aver visto atteggiamenti e comportamenti violenti e intolleranti in egual misura da parte dell’estrema destra e da parte dell’estrema sinistra. Feriti e contusi in entrambi gli schieramenti. Eppure la condanna dei benpensanti è a senso unico. Proprio come nell’immaginario stato del Kekistan.

Se picchia la sinistra va tutto bene, se picchia la destra è fascismo. Mi è venuto in mente il video di Luca Donadel che ha smascherato diversi giornalisti di grido che hanno “gridato” ai quattri venti una fake new bell’è buona:  la presenza alla manifestazione di Matteo Salvini a Milano (24 febbraio 2018) di gruppi neonazisti che sventolavano la bandiera del Kekistan. Tutti a scrivere degli “effetti della svolta nazionalista e sovranista della Lega, passata da movimento autonomista e federalista per eccellenza a contenitore della destra con lo slogan Prima gli italiani”. Che imbecilli!

Peccato che il significato di quella bandiera sia tutt’altro: guardate il video di Luca che è davvero divertente. Questa la sua sintesi:

https://www.lucadonadel.it/kekistan/

“Per farla breve, il Kekistan è uno stato immaginario, creato su vari social americani allo scopo di prendere in giro la tendenza tutta liberal a demonizzare come nazista chiunque non pensi secondo i dettami del politicamente corretto. Ma si tratta di un simbolo puramente satirico, che fa riferimento al dio Kek, una sorta di divinità egizia che ha il volto di una rana, rifacendosi al noto meme di “Pepe the frog”. I ragazzi che lo hanno portato in piazza sono gli animatori della pagina Facebook “Dio Imperatore Salvini”, versione italiana di God Emperor Trump. La stessa pagina, dopo il comizio di sabato e la reazione allarmata di Repubblica, Corriere della Sera, Radio Popolare, Emanuele Fiano, ha giustamente cantato vittoria: “Trollata meglio riuscita della mia vita, gruppi interi triggerati perché una paginetta da 5K likes che esiste da un paio di mesi è stata più originale di loro. Giornali e Politici (ciao Fiano!) che scrivono articoli sul ritorno dei nassisti in Italia, quando il fine della bandiera del Kekistan è appunto fregare e innervosire (troll & trigger) certe persone”.

 

Mozione Anpi

https://www.lucadonadel.it/kekistan/

 

 

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