Paola Malcangio

Io: leghista, femminista e antifascista.

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In questi giorni leggo su facebook tantissimi commenti di politici di sinistra, scrittori, intellettuali, opinion leader, influencer…tutti preoccupati del nuovo governo Lega-Cinque Stelle. Tutti a tracciare contorni nefasti per il futuro: dall’imminente razzismo, alla cultura che sarà affossata, alle diversità che verranno cancellate. Sorrido perchè riesco a vedere solo un’élite che non riesce a prendere atto del suo fallimento perché di questo si tratta. Se le persone hanno votato in massa Salvini e Di Maio, forse qualcuno ha precise responsabilità. E se adesso Salvini e Di Maio governano il paese, forse è perché agli italiani non è piaciuto quello che è stato fatto prima. Questo atteggiamento da Marchese del Grillo però, se da una parte mi fa sorridere, dall’altra mi delude molto. Questa tendenza a fare di tutt’erba un fascio (si, fascio anche in quell’altro senso) offende le persone come me, libere e liberali, antirazziste, antifasciste, femministe e con una discreta cultura. Perché sì, cari tutti e tutte:

si può avere una laurea e un master ed essere leghista*,

si può fare un esposto al Prefetto per una svastica di troppo ed essere leghista,

si possono leggere cento libri all’anno ed essere leghista,

si può essere convintamente femminista (di quelle, però, che con  gli uomini vogliono collaborare) ed essere leghista,

si può essere a favore delle unioni civili ed essere leghista,

si può essere una funzionaria pubblica, mantenere un ruolo puramente tecnico ed essere leghista,

si può essere moderati ed essere leghisti,

si può essere pugliesi ed essere leghisti.

Insomma, fatevene una ragione, non ci casca più nessuno al grido di “leghista ignorante razzista fascista”. I leghisti e le leghiste sono persone normali e sono sempre di più, guardate i sondaggi. Questo vuol dire che prima queste persone votavano un’altra cosa, verosimilmente proprio quella sinistra che ha dimostrato di non essere affatto di sinistra, visto che viene da tutti riconosciuta come lontana dal popolo.

Io continuerò a essere una persona serena, una civil servant sia come consigliera comunale di Cernusco sul Naviglio sia come funzionaria pubblica; continuerò a progettare servizi innovativi per le persone di tutte le razze e di tutti i generi e a recensire sul mio blog anche i libri di chi si sente spaventato e schifato da tutta questa gente che ha deciso di riprendere in mano le sue sorti.

*Il  mio ingresso in Lega risale alla fine degli anni ’80, un’esperienza bellissima e indimenticabile da ufficio stampa prima della sede provinciale, poi di quella regionale lombarda culminata, nel 1993, con l’incarico di portavoce del sindaco di Milano Marco Formentini. Nel 1995, però, la Lega (per voce di una persona che non stimo) non mi rinnovò il contratto di responsabile della comunicazione perché rea, a suo dire, di aver organizzato una conferenza stampa per l’allora segretario regionale, che voleva manifestare il suo dissenso contro il ribaltone di Bossi nel Governo Berlusconi.

Lì ho smesso forzatamente di lavorare per il movimento e, forte dell’esperienza milanese, ho iniziato a occuparmi di comunicazione per i comuni e non ho ancora smesso.

Nel 2017 la Lega decide di candidarmi alle elezioni amministrative di Cernusco sul Naviglio, la mia candidatura però, non viene condivisa da Forza Italia che si spacca e si presenta alle elezioni con due formazioni separate che, al secondo turno, appoggeraano il candidato del centro sinistra.

Oggi siedo tra i banchi del Consiglio comunale di Cernusco come consigliera della Lega e faccio opposizione perché questo è il ruolo che i miei cittadini mi hanno voluto conferire.

P.S: la foto di questo post è stata scattata nel 1993 nella sede della Lega in via Silvio Pellico. Quello era parte dello staff che organizzò la campagna elettorale di Marco Formentini. Alle mie spalle, un giovanissimo Matteo Salvini che, con la vittoria di Formentini, entrò in Consiglio Comunale e iniziò la sua brillantissima carriera politica.

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