L’osservatorio astronomico di Cernusco ormai quasi inglobato dalla selva del lungo Naviglio

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Osservatorio Astronomico Cernusco

Lo dicono da tempo, gli Astrofili di Cernusco:


il nostro osservatorio ha un’ostruzione pari a 68 gradi sui 90 disponibili che non consente neanche l’osservazione della luna e del sole

Lo hanno detto pure a tutti i candidati sindaci alle elezioni del 2017, raccontando anche il loro sogno di realizzare un piccolo planetario che potesse attrarre scuole e visitatori.

Uno solo dei candidati, però, ha raccolto questa proposta pur sapendo che non avrebbe mai potuto mantenerla ma, tant’è, l’ha messa nel suo programma elettorale.

Una volta eletto però non solo non ha dato speranze sulla realizzazione del planetario ma nemmeno si è curato di manutenere l’area intorno all’osservatorio lasciando che la selva del lungo Naviglio arrivasse a coprire quasi completamente la cupola.

Gli alberi però, cresciuti disordinatamente, hanno una folta chioma e un tronco esile e a volte rischiano di schiantarsi su se stessi. Più volte gli Astofili hanno segnalato la situazione di pericolo per le persone ma nessuna risposta è arrivata da chi sembrava avere così a cuore la sorte dell’osservatorio.

E’ così è successo davvero:  pochi giorni fa (il 21 di settembre) un tronco ha ceduto e un ramo si è schiantato a terra. La fortuna ha voluto che lì sotto non ci fosse nessuno.

Ma quanto durerà questa fortuna?

Cosa aspetta, sig. Sindaco, a strutturare un piano di manutenzione del verde (erba compresa che non viene tagliata da un anno) e già che c’è, visto che il planetario “s’è svampato”, un piano di riqualificazione della struttura? Era un fiore all’occhiello di Cernusco, adesso versa in uno stato davvero non decoroso e non rispettoso dell’impegno e della dedizione dell’associazione che tanto valore crea per la nostra città.

Questa è la domanda di attualità che ho presentato per il Consiglio Comunale del 3 ottobre 2018

Imbarazzante la risposta che il sindaco ha dato in Consiglio comunale: arrampicandosi sui vetri ha pensato bene di dare la colpa di tutto ciò a chi decise, anni fa, di realizzare l’osservatorio sul parco del Lungo Naviglio non facendo neanche finta di capire che quella location fu scelta allora dall’amministrazione guidata da mio marito Paolo Frigerio e dagli Astrofili proprio perchè presentava il minimo inquinamento luminoso per l’attività di osservazione ed era, allo stesso tempo, raggiungibile dalle persone.

Poi ha elencato uno sproloquio di numeri che, a suo parere, avrebbero dovuto testimoniare la costanza degli interventi di manutenzione del verde ma che, forse non se ne è nemmeno accorto leggendo il memo preparatogli dagli uffici, riguardavano l’intero parco e non la zona dell’osservatorio. I presenti in sala ridevano per non piangere.

Ora il sindaco è lui e dovrà prendere una decisione (“ditemi come si fa a imparare a decidere”, cit.): salvare l’osservatorio e continuare a farsi bello con le iniziative degli Astrofili o farlo definitivamente inglobare nella selva (seppur pregiata) del Lungo Naviglio. Noi aspettiamo…

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