Paola Malcangio chiede il Daspo urbano a Cernusco

Decoro urbano: gli strumenti ci sono ma il sindaco nicchia

Condividi

Nonostante le belle foto con i super filtri professionali che il sindaco e i suoi accoliti ci propinano dal web, chi gira davvero in città continua a segnalare situazioni di degrado urbano che vanno dalle discariche abusive di rifiuti, ai comportamenti incivili di proprietari di cani, a ubriachi che ciondolano in giro indisturbati, a simpatici soggetti che, con in testa le parole di Gino Paoli “questa stanza non ha più pareti”, si mettono con leggiadria a defecare in pieno giorno davanti ad attoniti cittadini (a parte l’articolo della Gazzetta della Martesana, le altre foto da me pubblicate sono di repertorio, ndr)

Cosa sta succedendo alla Cernusco ormai “bella” solo nella realtà virtuale del sindaco Zacchetti? Sta succedendo che il buonismo non paga e che i cernuschesi vecchi e nuovi iniziano a toccare con le mani (più spesso ci finiscono proprio dentro con i piedi) il carattere del sindaco, peraltro già noto a tutti:  questo sindaco non ha polso. Si sapeva, ma siccome è giusto non condannare nessuno senza prima averlo messo alla prova, beh, ci abbiamo provato. I cernuschesi lo hanno eletto a gran voce e noi abbiamo aspettato per oltre un anno un cenno di vita..lità che però non è arrivato.

Ma la linea soft di Zacchetti, ahinoi, inizia a fare qualche danno: i parcheggiatori abusivi sono sempre di più, come sono sempre di più le segnalazioni sui suoi amati social di discariche a cielo aperto, di toilette a cielo aperto, di intemperanza da parte di “risorse” che per ora se la sono presa con il nostro patrimonio (verde pubblico, piazze, parcheggi, aree private).

Quanto tempo passerà prima che il lassismo zacchettiano consenta a queste “risorse” di fare danni alle persone? L’anno scorso sono uscita di corsa da casa attratta dalle urla di una ragazza aggredita da un uomo nel quartiere Tre Torri ed è della settimana scorsa lo scippo di una collanina a una badante che spingeva un invalido in carrozzina, sempre in zona Tre Torri.

Eppure oggi un sindaco ha uno strumento preciso per mantenere l’ordine e il decoro, pensate che lo ha introdotto un ministro dell’interno del PD: Minniti!

Sto parlando del DASPO urbano ovvero di quel provvedimento (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) il cui utilizzo è stato esteso dai luoghi che ospitano manifestazioni sportive a tutti i luoghi cittadini, proprio per tutelare il decoro delle nostre città.

Il Ministro Salvini, con il suo decreto sicurezza, sta solo rinforzando una misura utilizzata da molti sindaci che oggi, possono MISURARE REALMENTE i dati del miglioramento della sicurezza nelle città in cui il polso di chi le guida si fa sentire.

Il DASPO urbano, infatti, è lo strumento per colpire chi viene trovato in stato di ubriachezza o compie atti contrari alla pubblica decenza o esercita il commercio abusivo, l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine abusivo. Per questi soggetti è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 300 euro che può essere accompagnata da un ordine di allontanamento e la percentuale di chi ritorna a minare il decoro dei luoghi da cui è stato allontanato non arriva al 10%. 

Minniti fu accusato di aver fatto una legge “di destra” e così lui si difendeva:

“…è di destra una legge che sottrae la definizione delle politiche della sicurezza nelle nostre città alla competenza esclusiva degli apparati, trasformando la sicurezza in bene comune e chiamando alla sua cogestione i rappresentanti liberamente eletti dal popolo, vale a dire i sindaci? È di destra un decreto che, per la prima volta nella storia repubblicana, risponde a una legittima richiesta di sicurezza con il solo strumento amministrativo, senza aumentare le pene o introdurre nuovi reati? È di destra un provvedimento che è stato scritto a quattro mani con l’Anci, con sindaci italiani che vanno da Zedda a Nardella, da Decaro a Sala?”

Fatto sta che il provvedimento introdotto da un ministro di sinistra oggi è applicato praticamente solo dai sindaci di destra. Perché? Ai posteri l’ardua sentenza. Intanto ho presentato un’interpellanza al nostro sindaco sperando di provocare dei moti vitali in lui sia in quanto sindaco, sia in quanto assessore alla Polizia Locale. 

Ma non ho molte speranze se penso che tra le gesta del suo predecessore EuGenio Comincini figurava come la più grande operazione di tutti i tempi della Polizia Locale un sequestro di mimose…

La mia interpellanza

      Paola Malcangio

Rispondi