mascherine lavabili

Ti conosco, mascherina

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Da qualche giorno a Cernusco divampa la polemica sull’acquisto di mascherine lavabili che il sindaco Ermanno Zacchetti avrebbe voluto consegnare a ogni Cernuschese per affrontare la fase due dell’emergenza Covid19.

Scelta osteggiata, con voto contrario alla delibera di Giunta, dagli “alleati” di Vivere Cernusco. La delibera è passata con i soli voti del PD, ma non essendo stata votata all’unanimità necessita di ratifica del Consiglio comunale che si presenta a rischio. Il Gruppo Consiliare della Lega, insieme al “gruppo” consiliare di Forza Italia ha emanato un comunicato stampa di supporto alla decisione di Vivere Cernusco.

Vorrei fare, a questo proposito, alcune considerazioni.

Faccio parte del gruppo consiliare della Lega, ma non ho mai visto il comunicato stampa che è stato diramato, nè ho avuto modo di discuterne il contenuto in un sereno confronto politico. Nessuno ha chiesto il mio parere.

Ora io credo che ci sia stata una “discreta” pressione per spingere questa uscita da parte di una minoranza interna al PD che, però, come abbiamo già visto altre volte, sta ben nascosta e usa l’opposizione secondo la tecnica “vai avanti tu che a me viene da ridere” mentre loro, poi, alzano la manina in Consiglio, tutti compatti, come abbiamo visto più volte in passato.

Il mio personale pensiero è che quello di Vivere sia stato un attacco strumentale per diversi motivi: prima di tutto Cernusco non ha problemi di bilancio per far fronte all’emergenza, tanto più che i fondi in questione sono stati donati interamente da CAP anche per l’acquisto di presidi sanitari come le mascherine e altri dispositivi di sicurezza per consentire al personale comunale di riaprire i servizi.

La mascherina lavabile, poi, sarebbe stata davvero comoda per le famiglie visto che, anche se venissero distribuite quelle chirurgiche che giacciono ancora nei magazzini durerebbero mezza giornata, mentre quelle lavabili durerebbero almeno un mese e sarebbero quindi un ottimo incentivo a indossarle senza accampare scuse di approvigionamento o spesa.

Attaccare il sindaco (sto parlando di Vivere e fronda PD) in un momento difficile come quello della gestione dell’emergenza in cui tutti gli amministratori hanno lavorato giorno e notte temendo per la sorte dei cittadini, mi sembra veramente un gioco molto sporco e, per me, politicamente inaccettabile.

Capisco anche che ogni sindaco in questo periodo sia stato sovraesposto mediaticamente monopolizzando l’attenzione dei cittadini e che questo qualche prurito lo abbia generato in chi si è visto spegnere i riflettori, non solo a livello locale. Ma ciò non può giustificare questo genere di azioni.

Altra considerazione è la doppia firma del comunicato Lega. Il “gruppo” di Forza Italia che, ricordiamo, è formato solo da un consigliere, è lo stesso che in campagna elettorale ha apertamente appoggiato al ballottaggio proprio il sindaco Zacchetti, di centro sinistra, piuttosto che la sottoscritta, candidata di centro destra.

Ricordiamo anche che nella prima parte di questa consigliatura, Forza Italia ha sempre tenuto bordone a Zacchetti con discorsi zuccherosi e sottomessi in consiglio comunale “grazie signor sindaco, complimenti signor sindaco, com’è umano lei”, votando spesso insieme alla maggioranza.

Poi, vista l’ascesa della Lega, lo zucchero si è trasformato in qualcos’altro ma l’obiettivo è sempre e solo uno: restare attaccati con le unghie e con i denti a qualcosa di solido mentre il loro partito si sta autodistruggendo in un triste appoggio nazionale al MES.

Con l’obiettivo della sopravvivenza minima è evidente che la coerenza e l’affidabilità non siano una priorità.

Senza nulla togliere alla posizione dei colleghi della Lega (a cui chiedo, però, di riflettere sulla loro posizione contraria alla delibera anche considerando che altri possono essere gli strumenti di aiuto da mettere in campo per le categorie particolarmente bisognose, vedi provvedimenti regionali), per quanto mi riguarda mi sentirò libera di votare a favore del provvedimento perché credo che di mascherine ne avremo bisogno per un bel po’ e perché credo che tutti i cittadini (non solo quelli più svantaggiati) abbiano soprattutto bisogno di un segnale concreto, anche simbolico, di un messaggio univoco da parte delle istituzioni, segnale che qualcuno, per un ridicolo giochetto politico, si prefigge di non dare.

Mi dispiace per chi vuole a tutti costi cavalcare una polemica politica, ma sono abituata, prima di ogni calcolo, a pensare al bene della cittadinanza nella sua complessità e unità soprattutto in momenti dove l’univocità dell’azione e del messaggio di chi governa la cosa pubblica è assolutamente un bene primario e indispensabile, non barattabile per altri meno nobili scopi.

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