Cernusco Malcangio

Un’occasione persa

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Il Consiglio comunale di Cernusco ha perso l’occasione di mostrarsi unito di fronte all’emergenza Covid. Un brutto segnale per la Città.

Questo è il mio intervento nel Consiglio comunale di Cernusco del 21 maggio 2020, sulle delibere di variazione di bilancio relative all’emergenza Covid, in particolare sulla variazione che consentiva l’acquisto di mascherine lavabili per tutta la cittadinanza (adulti e bambini) con i fondi donati da Cap (leggi qui il mio post sulla vicenda). Ho sperato fino all’ultimo che il Consiglio comunale trovasse unità sull’emergenza, ma così purtroppo non è stato. Sono amareggiata e proprio per questa mancanza di unità a mio parere DOVUTA alla nostra Città, non ho voluto associare il mio nome alla storia di questa votazione.

“Oggi, il mio, è un ringraziamento formale a lei, sig. Presidente del Consiglio perché, in questa qualità lei rappresenta tutta l’assemblea della nostra comunità che, questa sera, si trova di fronte a un voto di scarsa rilevanza economica ma di alto valore simbolico.

Voglio iniziare ricordando tre date parimenti difficili e simboliche: 1976, 1980, 1999 date che hanno visto sedere nel Consiglio Comunale della nostra città, persone forse più divise rispetto a noi dalle ideologie, ancora ben presenti in quegli anni dove, al posto dei linciaggi  su facebook,  volavano nelle strade  pallottole  tra  rappresentanti di  diverse aree politiche.

Terremoto del Friuli del ‘76, Terremoto dell’Irpinia ‘80 , Crisi economica e umanitaria della popolazione  kosovara/albanese del ‘ 99: bene in quelle circostanze, di fronte a eventi terribili, improvvisi, difficili e ben distanti dalla nostra città, i Consiglieri comunali di allora seppero mettere da parte rancori politici e divisioni personali e votarono sempre unanimemente, maggioranza e opposizione insieme, delibere che prevedevano aiuto alle popolazioni. 

Delibere che nessuno dei Consiglieri di allora si sarebbe lontanamente immaginato di interpretare fuori dal coro dell’unanimità che è poi l’unica vera forza necessaria in momenti come quelli passati e come quello di oggi. 

Nessuno allora si sarebbe mai sognato di fare polemiche col sindaco di turno per i distinguo tra mascherine chirurgiche e mascherine lavabili, perché forse allora in quest’aula sedevano persone di una statura politica diversa, provenienti da insegnamenti diversi capaci però di anteporre correttezza, lealtà e interesse per la comunità nei momenti di bisogno e disperazione. 

Perché allora, molto più di oggi, venivano riconosciute le Istituzioni che rappresentavano la città in quei momenti difficili e, a loro, i rappresentanti politici del nostro Parlamentino sapevano esprimere fiducia, consapevoli di poter sospendere le diatribe politiche in momenti ove era necessario l’impegno e l’aiuto di tutti per massimizzare lo sforzo.

Presidente Melzi, le racconto un aneddoto: nel 99 durante la crisi del Kosovo, tutti i membri del Consiglio comunale si misero a disposizione, nessuno escluso, non solo votando all’unanimità delibere di aiuto ma anche raccogliendo casa per casa e per settimane i beni di conforto per le popolazioni stremate (popolazioni che durante l’emergenza Covid ci hanno restituito un gesto di solidarietà tra i più apprezzati). Allora i Consiglieri comunali caricarono personalmente i camion insieme a moltissimi dipendenti comunali tutti a supporto dell’intera operazione. Poi 3 membri del Consiglio, 2 di maggioranza e uno di opposizione, partirono con una colonna di camion per trasportare e consegnare i nostri aiuti alle popolazioni sofferenti. 

Mi hanno raccontato che alla guida di uno di quei camion c’era proprio suo padre, fervido democristiano, con a fianco due leghisti tosti, oseri dire doc, (Claudio Milesi e Moreno Barzanò) che lo hanno accompagnato sino in Albania. Vi racconto questo per sottolineare a questa assemblea che il gesto di solidarietà deciso allora dal Consiglio nella sua unità, ebbe un risultato formidabile: la cittadinanza colse appieno  l’impegno unitario del Consiglio  e apprezzò moltissimo il lavoro di un gruppo di persone che, seppur con idee diverse, avevano lavorato insieme per un nobile scopo.

Vi ho raccontato questo per dirvi che sinceramente questa sera continuo a sperare di ritrovarci a votare le delibere relative all’emergenza Covid  SENZA ALCUNA DIVISIONE e riconoscendo nella figura del Sindaco, come è giusto che sia, la figura istituzionale di riferimento cui demandare con fiducia ogni decisione in merito alla crisi sanitaria in atto, confidando che sia capace di raccogliere i suggerimenti di tutti a favore di ogni categoria (da adottare magari con altri provvedimenti).

Se non sarà così me ne dolgo pubblicamente. Ma vi chiedo di riflettere tutti prima di votare.

Non voglio perdere o farvi perdere tempo per perorare l’una o l’altra mascherina, l’uno o l’altro provvedimento: non credo ci sia bisogno di disperdere altre energie in questi momenti. Credo invece che sia necessario rimandare ogni eventuale diatriba politica alla fine dell’emergenza, garantendo oggi alla città un consiglio comunale non diviso ma unito nell’adottare ogni provvedimento utile ai nostri concittadini consegnando loro non solo una mascherina ma un messaggio di unità, di forza e di fiducia”.

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